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Andar per Mare - Associazione Sportiva - Dilettantistica

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Ponza varie informazioni

isola di ponzaisola di ponza

Ponza è un isola del mar Tirreno, situata al largo del golfo di Gaeta; è la più estesa e importante dell'arcipelago cui dà il nome, isole Ponziane. Ha una superficie di 7,5 km² e conta una popolazione di 3.405 abitanti.
Di origine vulcanica, aspra e rocciosa, orlata da numerosi faraglioni, Ponza raggiunge la massima elevazione nel monte Guardia, l'isola presenta un succedersi di grotte e insenature, tra cui famose sono Cala Inferno, Cala Feola e Cala Fonte. Uno strapiombo circonda la spiaggia più famosa, Chiaia di Luna, tra monte Pagliaro e monte Guardia.
Unico vero centro è la cittadina di Ponza (3.315 abitanti, 1996), sulla costa sudorientale, porto peschereccio e scalo dei servizi marittimi col continente. L'ortoviticoltura, la pesca e soprattutto le attività connesse con il turismo sono le principali risorse economiche dell'isola.
A circa 6 miglia da Ponza si trova la rigogliosa isola di Zannone, inclusa dal 1979 nel Parco nazionale del Circeo.

Ponza, abitata sin dall'epoca preistorica, fu inizialmente un insediamento dei Volsci, quindi fu conquistata nel 313 a.C. dai Romani, che hanno lasciato numerose testimonianze della loro presenza (resti di acquedotti, cisterne per la raccolta di acqua piovana, ville ecc.).
Nel Medioevo fu un fiorente emporio commerciale, grazie anche all'attività dei monaci benedettini, ma decadde poi irrimediabilmente per le frequenti scorrerie dei corsari saraceni.
La popolazione registrò un certo aumento solo nel XVIII secolo, quando, a seguito di eruzioni del Vesuvio, i Borboni vi fecero affluire numerose famiglie napoletane. Nel 1857 Carlo Pisacane salpò da Ponza per tentare l'infelice impresa di Sapri.
Già luogo di relegazione in epoca romana e nei primi decenni del XIX secolo, Ponza divenne luogo di confino sotto il Fascismo (vi soggiornarono, tra gli altri, Pietro Nenni e Sandro Pertini).

Come già detto l'uomo preistorico conobbe questo mare, ma non solo, lo conobbero i Fenici e i Greci che, dopo aver scoperto Ischia, si spostarono più a ovest e s'imbatterono in Ventotene e Ponza, lasciandovi tracce di una presenza più intuita che documentata, ma sicura. Dopo di loro queste acque furono percorse da un altro popolo, gli Aurunci, misterioso d'origine quanto concreto nelle testimonianze che ha lasciato.

Tra i personaggi più illustri forzatamente relegati a Ponza e dei quali l'intreccio tra pietà, fantasia e riscontri storici ha concorso a perpetuare un vivace ricordo, è San Silverio, venerato patrono dell'isola. Eletto papa nel 536, inviso a Teodora moglie dell'imperatore Giustiniano, sostenitrice di Antimo, patriarca di Costantinopoli, deposto perché eretico, Silverio rifiutò ogni compromesso.
A suo danno furono costruite prove di tradimento: Teodora ne ottenne l'arresto e l'invio in esilio nell'isola di Palmarola dove il papa morì l'11 novembre 537.
Con l'antico nome di Palmaria gli autori latini si riferiscono sia a Palmarola sia a Ponza. La conseguenza fu che Silverio, poi canonizzato come martire, trascorse con tutta probabilità il suo esilio a Ponza, ma la leggenda ne collocò il ricordo a Palmarola, che appariva nella sua solitudine, luogo più adatto a sottolineare l'oltraggio ad un pontefice. Lo "scoglio di San Silverio" a Palmarola accoglie sulla sua sommità una cappellina che la pietà popolare vuole sia sorta sui resti della forzata residenza del santo.

All'isola Omero dette, forse il primo nome "Eea", da eos, un nome dell'aurora. Dopo Omero vennero altri leggendari, coma Apollio, Stradone, e Virgilio che la chiamarono l'isola di Circe.
Era considerata un posto dove gli abitanti erano pigri e si lasciavano affascinare dalle fanciulle. Le leggende ci dicono che la maga circe trasformò gli uomini in animali e la donne in sirene, perché dovevano svolgere un determinato lavoro: attirare i navigatori per farli cadere in trappola. Omero racconta che Ponza era la dimora della maga Circe, la quale voleva trattenere Ulisse e la sua truppa. Era luogo di domicilio per quelli che avevano commesso reati contro lo stato, per le donne indesiderate e per i cristiani perseguitati.
Molti secoli dopo divenne, per un periodo, luogo di penitenza per i nemici dei Borboni. Vi dimorò anche Giulia, la figlia di Augusto, che, poi, fu portata in una villa di Ventotene, perché implicata nelle congiure contro la sua matrigna, Livia Drusilla.

Sono 41 i km di coste dell'isola e si presentano molto frastagliati di rocce tufacee, con insenature, cale e faraglioni. Uscendo dal Porto sulla destra vi sono le Grotte di Pilato di epoca romana. Subito dopo i Faraglioni della Madonna. La punta sud dell'isola è il "Faro della Guardia". Poco più avanti vi è la famosa spiaggia di Chiaia di Luna.
Proseguendo vi è Capo Bianco, famoso per il suo tunnel. Più avanti c'è la splendida spiaggia di Lucia Rosa famosa per i suoi tramonti.
Subito dopo c'è la baia di Cala Feola con le Piscine Naturali accessibili a piedi. Altro posto da non perdere è Cala Fonte nella parte nord dell'isola. Alla punta nord dell'isola vi è l'isolotto di Gavi. Tornando verso il Porto una delle più belle spiagge è quella dell' Arco Naturale. Subito dopo vi è Cala Inferno con accanto la spiaggia del Core famosa per il suo cuore disegnato nella roccia.
Prima di giungere al Porto c'è la spiaggia di Frontone attrezzata con ombrelloni e sdraio e raggiungibile facilmente con le imbarcazioni che effettuano il servizio con la spiaggia

Qui ci si può dilettare in passeggiate alla scoperta di un antico paesaggio agrario, di ambienti rurali, di nuovi panorami, di agavi e fichi d'India: brevi escursioni possono compiersi per stradelli. L'archeologia subacquea offre una straordinaria ricchezza, che i pirati delle anfore conoscono molto bene. Numerose sono le navi onerarie che giacciono sui fondali delle isole Pontine. L'archeologia subacquea traccia una mappa storica dell'evolversi dei commerci e delle provenienze delle merci trasportate: dal vino nostrano all'olio spagnolo, dalla salsa di pesce ai datteri africani. Sui fondali si trovano anche ricordi delle guerre mondiali: il relitto del "Corriere di Ponza" , silurato da un sottomarino tedesco il 21 marzo 1918 nel mare di Zannone; il relitto di una nave da trasporto americana, affondata da una tempesta nel marzo 1944 presso la costa di Ponza a Punta del Papa.

La struttura di Ponza è sostanzialmente settecentesca: risale, infatti, al periodo della colonizzazione borbonica, che ebbe inizio nella metà del Settecento con l'arrivo delle prime famiglie ischitane e, successivamente, Procidane. L'elemento primario del nucleo urbano è il porto, attorno al quale ruotano la vita economica e l'organizzazione della città.
La Torre che domina la Rada di Ponza fu ricostruita a cominciare dal 1556 sui ruderi di una precedente costruzione d'epoca romana. A decretarne il recupero e la riedificazione fu Papa Sisto IV, che volle dotare l'isola di un'opera militare che meglio la tutelasse dagli attacchi dei pirati. Solo molti anni dopo, e grazie ai Borboni, la Torre assunse l'attuale configurazione. La grande costruzione era dotata inoltre di un ospedale che si sviluppava su due piani e conteneva svariate celle carcerarie.

La grande cisterna idrica d'epoca romana presenta l'imboccatura centrale a quattro metri sotto il livello della strada provinciale. Essa venne scavata nel fianco del monte e in parte ricoperta di cemento e di opus reticolarum. È quella meglio conservata delle tante che sono disseminate sull'isola. È a tre navate e risale al I° secolo della nostra era.
Molte leggende si raccontano intorno all'impianto che era tutto istoriato di mosaici quasi intatti fino ai primi anni del 900. La più famosa è quella dell'esistenza di un mitico serpente che viveva, eternamente sveglio, a guardia di un tesoro preziosissimo. Si narra anche dell'esistenza di un cane nero che seguiva silenziosamente chiunque si avventurasse negli ampi e scuri ambienti, così come dell'impossibilità di tenere acceso qualsiasi fuoco che servisse per fare un po' di luce, perché immancabilmente spento da un soffio maligno.
In epoca moderna, il primo a studiare la Grotta del Serpente è stato l'archeologo Amedeo Maturi che nel 1926 rilevò sia la cisterna che i resti di un'imponente villa di epoca imperiale, oggi in gran parte interrata.

Questa località fa parte di alcuni itinerari velici proposti da Andar per Mare

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